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LA MISSIONE IN BRASILE

Nel 1962 padre Calleri entra nell'Istituto dei Missionari della Consolata continuando a distinguersi per la sua esuberanza, l'originalità e le doti organizzative, che si manifestano con l'organizzazione di mostre ed eventi di raccolta fondi. Passioni e capacità che esprimerà anche nel suo compito di missionario in Brasile, dove arriva nel 1964 per operare nella regione di Roraima, a Nord, ai confini con la Guyana e il Venezuela. Il territorio di Roraima  abitatato prevalentemente da popolazioni indigene, ricoperto per gran parte dalla foresta amazzonica e ricco di risorse, come l'albero della gomma, legname pregiato e abbondanti minerali preziosi.
Al primo contatto con gli indios padre Calleri ha un approccio "occidentale": pensa di poterli "aiutare" a migliorare la loro condizione, sviluppando l'agricoltura e la ricerca della gomma, ma istintivamente prova anche a capirli più profondamente, a partire dalla lingua, che cerca di imparare.
L'approfondire il contatto con la realtà indigena e il frequentare un corso di antropologia maturano gradualmente in Calleri il progetto di un "cammino" con gli indios, dando quindi una nuova dimensione al suo sacerdozio nella foresta. Nasce cos’ l'idea di costruire una missione permanente nella foresta, decidendo di "fermarsi presso il rio Catrimani" per entrare in contatto con la realtà indigena del popolo Yanomani fino ad allora ancora poco conosciuto.
Nonostante alcune critiche, soprattutto per ragioni finanziarie, padre Calleri realizza la Missione Catrimani, la cui struttura richiama quella delle malocas, tipiche costruzioni indigene. Viene anche aperta una pista per far atterrare l'aereo.
Calleri basa la missione su logiche comunitarie, nel rispetto della cultura Yanomami. Non attua una politica di evangelizzazione, ma instaura con i vari popoli presenti nel territorio un rapporto di scambio, grazie anche all'introduzione del MAMO, una sorta di moneta.
Lo scambio é inteso da padre Calleri non come prevaricazione dei bianchi attraverso il meccanismo del dono, ma come mezzo per pagare il lavoro degli indios nella missione.
La concezione di Calleri della Missione Catrimani e l'uso del Mamo vengono proseguiti fino agli anni '80.