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TESTIMONIANZE E RICORDI

L'associazione Amici di padre Calleri ha dato avvio alla redazione di un libro di testimonianze su Giovanni Calleri, con lo scopo di ricordarne la figura carismatica, di uomo e sacerdote. Tutti coloro che sono in possesso di aneddoti e ricordi, materiale fotografico ed epistolare, sono pertanto invitati a mettersi in contatto con l'Associazione tramite l'indirizzo: info@amicidipadrecalleri.it


La quinta classe l'ha frequentata già in seminario a Mondovì. Sapesse quante volte sono andata a trovarlo, e tutte le volte, non so per quale misterioso impulso facevo la parte del diavolo, gli dicevo: Giovanni, vieni via. Sai bene che anche tuo padre ti vorrebbe ingegnere! Abbiamo i mezzi per farti studiare. Ma ogni volta mi rispondeva: perché vuoi rovinarmi la strada? Stai sicura la percorrerò tutta, sino in fondo, costi quel che costi. Era deciso, ostinato, altruista.
(intervista rilasciata dalla mamma a La Domenica del Corriere, 17 dicembre 1968)


Era un giovane con una carica, come dire, provvidenziale, esplosiva dentro il cuore. Tutto per gli altri, niente per sé. Freddamente, davanti alla tragedia che lo ha visto vittima, potremmo dire che laggiù, nella selvaggia Amazzonia, aveva trovato il suo posto. Là soltanto c'era aria per i suoi polmoni.
(intervista rilasciata da Don Cafasso, parroco di Carrù (CN), a La Domenica del Corriere, 17 dicembre 1968)


Sacerdote idealista, con una personalità forte. Quando parlava del suo lavoro missionario, mostrava una gran passione, la passione per gli indios, per aiutarli ad essere persone. Egli aveva idee originali e lottava per esse.
(Mons. Benvegnù, parrocco dell'Ausiliatrice di Porto Alegre, Brasile)


Un missionario, vulcano nelle idee e nelle iniziative, instancabile nell'attività, dal cuore grande, buono e generoso. Qui al Catrimani ha sviluppato un nuovo metodo di contatto e dialogo con gli indios. Metodo che avrà importanza e sviluppi sempre maggiori.
(Testimonianza di padre Saffirio, missionario della Consolata al Catrimani, Brasile, 1968)